… le unioni omosessuali meritano la nostra attenzione e il nostro rispetto!
Obama si schiera a favore dei matrimoni gay e il dibattito divampa… C’è chi, in nome dei diritti umani, invoca un’assoluta parità fra unione etero e unione omosessuale e c’è chi, invocando la legge naturale e i testi della Bibbia, parla di grave disordine morale. Che dire? Diciamo innanzitutto che il pericolo è quello di uno scontro fra due fondamentalismi, ugualmente nefasti: vale per una certa cultura laica, ma vale anche per una parte di Chiesa. Da una parte si dice che il giudizio sulla verità delle cose, soprattutto nell’ambito della sessualità, spetta solo all’individuo (relativismo etico); mentre dall’altra viene imposto un riferimento al trascendente per ogni cosa, senza distinguere tra fede e morale, tra questioni primarie e questioni di altra natura (integrismo religioso). Occorre invece riconoscere che esistono spazi di autonomia nella vita sociale con leggi proprie, e che esistono norme etiche che derivano da visioni trascendenti proposte dalla fede. Occorre superare relativismo ed integrismo allargando la convergenza sui valori universali. Alla fine è anche una questione di parole. Per tutti, credenti o non, l’unione di un uomo e di una donna, non è come l’unione di due uomini o di due donne. E solo nel primo caso si può parlare di matrimonio. D’altro canto, è ingiusto chiudere gli occhi sulla situazione di persone omosessuali che si sentono realizzate solo mediante un legame con una persona dello stesso sesso, ma riconoscere in questa unione un valore positivo da cogliere e tutelare anche con un atto civile. Scrive il card. Martini nel volume “Conversazioni notturne a Gerusalemme: “La Bibbia condanna l’omosessualità con parole forti. A motivarle era la problematica prassi dell’antichità, quando gli uomini avevano, accanto alla famiglia, amanti di sesso maschile. Nella Chiesa ortodossa l’omosessualità è considerata un orrore. Nella Chiesa evangelica i rapporti sono molto più aperti. Nell’Ebraismo gli ortodossi vietano severamente l’omosessualità, ma nell’Ebraismo riformato esistono apposite sinagoghe per omosessuali. In questa pluralità cerchiamo la nostra strada. Di conseguenza io propendo per una gerarchia di valori e non, in linea di principio, per una parità di diritti. Percorriamo insieme e con prudenza cammini che si differenziano. Ma non dobbiamo farci la guerra a causa di questi percorsi diversi. Nel rapporto con l’omosessualità, tuttavia, nella Chiesa dobbiamo rimproverarci di essere spesso stati insensibili”. La famiglia come tale resta intangibile, ma come persone civili e soprattutto come cristiani dobbiamo avere un grande rispetto per tutti. Solo Dio giudicherà la via in cui tanti nostri fratelli e sorelle hanno cercato l’amore.